Mi chiamo Lorenzo ho 16 anni e porto la barra da poco più di un anno. Il fatto di avere una barra di metallo nel petto devo dire che non è riuscito a frenare la mia voglia di muovermi, fare, provare. Il segreto della “convivenza” è molto semplice, basta non pensarci, tutto qui; vivere la propria vita giorno dopo giorno come se tutto fosse normale, perché tutto è normale.

Dopo un anno posso dire che la barra non è stata un ostacolo per la mia vita, dopo l’operazione sono andato al mare, ho riso, ho scherzato, in poche parole ho ripreso la mia vita normale. Ripeto tante volte la parola normale per sottolinearla, per evidenziarla. “NORMALE”: come potrebbe essere altrimenti; tutti mi dicevano che sarebbero stati tre anni difficili, pieni di sacrifici, che avrei dovuto rinunciare a molte cose e prima dell’operazione ci credevo, pensavo sarebbe stato tutto complicato come mi era stato descritto. Poi c’è stato l’intervento, 5 giorni in ospedale (pochi per la media), la mia voglia di dimostrare chi fossi, sempre a cercare di alzarmi, a fare il più possibile da solo, a dimostrare che ce la potevo fare e ce l‘ho fatta. Sono uscito dall’ospedale e allora ho capito che niente era cambiato, ho deciso io che dovesse essere tutto normale, ho preso le redini della mia vita e sono ripartito al galoppo com’era sempre stato; ho corso dei rischi e li corro tutt’ora ma non posso cambiare il mio modo di essere solo perché qualcuno mi dice che devo farlo, nessuno ha il permesso di decidere per me. Probabilmente qualcuno penserà, leggendo questo articolo, che quello che faccio è una pazzia perché non vale la pena “rischiare” solo per tirare due calci ad un pallone o per alzare un peso, ma il rischio più grande che si deve evitare dopo l’intervento è quello di cambiare la propria personalità, di cambiare ciò che siamo. Un pezzo di metallo non può cambiare ciò che siamo, niente dovrebbe poterlo fare, solo noi.

2 commenti
  1. Anonimo dice:

    Ciao Lorenzo, sono una tua compagna di avventura, io porto fue barre da febbraio 2015, condivido il tuo pensiero.Ciao Linda

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