Ciao a tutti, mi chiamo Nicola ho 17 anni è sono portatore sano di una barra! No, no, non disperatevi. In realtà questa barra è stata la mia fortuna!
Vi spiego come è andata. Ad un certo punto della tua vita accade di affacciarsi all’universo femminile, la prima ragazza a cui ti interessi per tutta risposta, toccandoti il petto, esclama “Ma che schifo, hai un buco!”
Così ti accorgi che davvero quel problema che fino ad ora avevi solo pensato di avere è reale e vorresti risolverlo al più presto.
Bene io l’ho risolto il 15 aprile del 2015 ed ora io e la mia nuova compagna di vita, almeno per i prossimi 2 anni e mezzo ancora, andiamo d’amore e d’accordo.
Pensate un po’ dopo l’intervento, a settembre, quella pazza scriteriata di mia madre mi ha persino permesso di andare a vivere in Inghilterra, tutto solo, per realizzare il mio sogno di terminare le superiori prendendo un diploma inglese.
E ora siamo qui in un piccolo paese vicino a Cardiff, io e Rachel (così si chiama la mia barra) a cercare di cavarcela da soli, consapevoli del fatto che dobbiamo vivere in simbiosi e che la mia libertà finisce dove comincia la sua, proprio come una coppia consolidata.
La realizzazione di un doppio sogno, la scuola in Inghilterra e la scomparsa del mio buco nel torace, questo è stato per me il 2015.
E non finisce qui perché la fine dell’intervento per me ha segnato l’inizio della consapevolezza che ogni cosa si può ottenere e realizzare, che ogni sogno va inseguito se è importante e che una volta raggiunto un obbiettivo non puoi far altro che dartene di nuovi, sempre più entusiasmanti, per continuare a vivere.
Mia madre mi ha insegnato, e di questo le sarò grato per sempre, ad essere una persona autonoma ed indipendente. Mi ricorda ogni giorno che sono io il padrone del mio destino (e che ho una barra nel torace!!!!), che devo pensare ed agire con la mia testa. Ho imparato in questi anni (la mia non è stata proprio un’infanzia facile, ma questa è un’altra storia) che ad ogni azione corrisponde sempre  una reazione, che tutto ciò che facciamo e diciamo può avere delle conseguenze, ma che se vogliamo diventare “persone” è necessario cominciare a prenderci le nostre responsabilità. Questo non vuol dire essere abbandonati a se stessi: so che la mia famiglia è sempre lì ad aiutarmi e a sostenermi, anche  “bacchettarmi” quando è il caso, ma non ad opprimermi.
Vi sembro un anziano? Vi assicuro che sono un adolescente come tanti, con o senza barra, sono un ragazzo semplice che, non senza fatica, sta provando a far crescere nel suo giardino degli  alberi che abbiano radici profonde, a volte incappando nel terreno sbagliato, a volte troppo esposto al sole o alla pioggia, ma sempre in grado di decidere…..decidere per me.
Prendete in mano la vostra vita, la barra non è un limite ma una nuova sfida che vi insegnerà qualcosa e, soprattutto, vi renderà più belli, più sani e anche più gradevoli ai voi stessi.
Più sicuri di voi, che non vuol dire spavaldi o incoscienti! La storia di Rachel, poi, mi rende sempre un eroe agli occhi di tutti e spesso non è male far tenerezza alle ragazze, può essere un ottimo  motivo di aggancio!!!! Insomma in alcuni casi è diventata anche la mia complice, la mia compagna di giochi, non un problema o qualcosa di cui vergognarsi.
Badate bene non sto dicendo che tutto sarà semplice, vi sto dicendo che tante cose saranno diverse, ma non voi! Voi sarete sempre voi, meglio e più di prima, e capirete in modo semplice e naturale come comportarvi.
Avrete capito che non sono qui per raccontarvi la mia storia, il mio intervento, la mia convalescenza, avevo solo piacere di esserci per dirvi:  fate ciò che sentite e fatelo sempre con il sorriso, anche la vostra barra vi ringrazierà (oltre ai vostri genitori)!
PectuSmile, mai nome fu  più azzeccato, avanti tutta!

2 commenti

I commenti sono chiusi.